Parco Nazionale
Arcipelago di La Maddalena
Squarciò
Ascolta La Storia di Squarciò
La Storia di Squarciò
Pasqualino Riviezzo, detto Squarciò era un pescatore maddalenino di origini ponzesi.
Durante la seconda Guerra Mondiale, in quanto perseguitato per motivi politici, dovette sfollare con tutta la famiglia in un paesino all’interno della Sardegna.
Al rientro sull’isola dovette ricominciare dall’inizio.
Purtroppo la sua casa, che all’epoca si trovava a Bassa Marina, ossia l’attuale via Amendola, era stata distrutta durante i bombardamenti. Da qui dovete iniziare a pescare, ma a differenza del padre, iniziò ad usare le bombe.
In genere se ne buttava una piccola che ammazzava i pesciolini, questi diventavano esca per i pesci più grossi e quando dentici o altre specie pregiate si radunavano per mangiare le carcasse, si lanciava una bomba più grande che faceva strage di pesci.
Nonostante il metodo fosse illegale, Squarciò riuscì a sistemare la sua famiglia ottenendo una sicurezza economica.
Al rientro sull’isola dovette ricominciare dall’inizio. Purtroppo la sua casa, che all’epoca si trovava a Bassa Marina, ossia l’attuale via Amendola, era stata distrutta durante i bombardamenti. Da qui dovete iniziare a pescare, ma a differenza del padre, iniziò ad usare le bombe.
In genere se ne buttava una piccola che ammazzava i pesciolini, questi diventavano esca per i pesci più grossi e quando dentici o altre specie pregiate si radunavano per mangiare le carcasse, si lanciava una bomba più grande che faceva strage di pesci.
Nonostante il metodo fosse illegale, Squarciò riuscì a sistemare la sua famiglia ottenendo una sicurezza economica.
Purtroppo questa professione fu anche causa della sua morte.
La mattina del 24 giugno 1951, dalla casa di via Domenico Millelire partirono per la pesca, squarciò suo figlio Giuseppe Cosimo Carta e un giovane ragazzo di nome Gavino Pizzo Salis con la sua imbarcazione, lo Spaviero.
Si diressero alle isole. Giunti a Razzoli, nei pressi di una spiaggia, trovarono un ordigno esplosivo tentando di aprirlo per recuperare la polvere da sparo.
La bomba esplose uccidendo sul colpo Squarciò e Cosimo Carta. Avevano rispettivamente 47 e 53 anni.
Franco Solinas, suo amico, ne scrisse un libro e da li una sceneggiatura per un film La grande strada azzurra, film diretto da Gillo Pontecorvo nel 1957.